IPOGEO DEGLI SCRANNI-TUSCANIA

IPOGEO DEGLI SCRANNI

“(…) in località Ristrette, a valle del km 1,7 della strada Tuscania-Piansano si trova, scavato nel tufo, un ambiente a forma insolita. Di pianta circolare e coperto a cupola, presente in fondo di fronte all’ingresso una profonda nicchia a guisa coperta a catino. Tutt’intorno si aprono altre nicchie più piccole pure coperte a catino, ma sopraelevate dal pavimento. Molto dubbia è un’attribuzione di questo manufatto, che potrebbe essere riferito a un luogo di culto, o forse anche ad un ambiente funerario insolito” (S.Quillici Gigli, Tuscana, Forma Italiae Regio VII, Istituto di tipografia antica dell’università di Roma 1970, pp. 127-28)

LA TOMBA DEGLI SCANNI: UNA SINGOLARE STRUTTURA A IPOGEO

Una singolare struttura a ipogeo denominato “tomba degli scanni” o “degli scranni”, si trova all’altezza del secondo km della strada provinciale che da Tuscania porta a Piansano.

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La “Tomba degli Scanni” ha una forma architettonica molto particolare che pone alcuni problemi e ha animato discussioni per quanto riguarda la sua reale funzione. Tutto questo perché all’interno non è stato trovato nessun reperto archeologico che ci possa (almeno) suggerire in quale contesto di utilizzo di questo luogo siamo, e poi perché (soprattutto) mancano gli alloggiamenti per la deposizione dei corpi. Questo particolare aveva alimentato delle ipotesi definendo l’ipogeo un luogo di culto. Quello che è certo è che la “Tomba degli Scranni” è adiacente (fa parte?) di una piccola necropoli di età ellenistica.

L’ipogeo degli Scanni si trova all’interno di un recinto per bestiame, in una proprietà privata.

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La “Tomba degli Scanni” era stata individuata e studiata qualche anno fa dai soci dell’Associazione Archeotuscia e

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il gruppo di studio dell’associazione Archeotuscia che si è occupato di questo sito archeologico. Da destra a sinistra: Roberto Quarantotti, Luciano Proietti, Mario Tizi, Mario Sanna.

poco tempo fa sono andata per vedere, fotografare e studiare questo luogo eccezionale e unico del nostro territorio dell’Etruria rupestre ma abbiamo trovato un’amara sorpresa: parte della collina soprastante è crollata, impedendo di fatto ogni altra azione…

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UNA PICCOLA “TAGLIATA” e “MERLI”

Da notare è poi la struttura adiacente: una sorta di “tagliata” lungo un banco di tufo che, in particolare, a destra è delimitata da una sorta di “merlatura”:

a quale periodo corrisponde? È contemporanea alla necropoli ellenistica? È posteriore alla necropoli ellenistica? È funzionale a qualcosa, a qualche pratica funeraria o di altro genere che qui avveniva?

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Tutto il complesso meriterebbe uno studio archeologico programmato per capire il collegamento (se c’è) tra i vari “elementi” posizionati l’uno adiacente all’altro.

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L’IPOGEO DEGLI SCANNI APPENA FUORI DALL’ABITATO DI TUSCANIA 

Appena fuori dall’abitato di Tuscania, lungo la Provinciale per Piansano, su un costone che guarda Fosso Capecchio, si incontra un ipogeo di forma insolita, di pianta circolare, con copertura a cupola, ricavata interamente nel tufo.

Entrando per la porta di accesso sul fondo si apre una profonda nicchia a forma di abside coperta a catino; intorno si aprono 10 nicchie più piccole, anche queste coperte a catino, sopraelevate dal pavimento. Difficile dare un’interpretazione del manufatto. Alcuni lo considerano una sepoltura, altri un luogo di culto.

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Veduta dell’interno della “Tomba degli Scanni”

Di questi ipogei insoliti se ne segnalano altri esemplari, due verso il territorio di Pitigliano-Sorano e un terzo esempio vicino alla città di Castro.

INTERNO

L’interno è costituito da un solo ambiente a pianta circolare, con un diametro di oltre 4 metri e un soffitto a forma di cupola.

La prima cosa che colpisce di questo ipogeo (così mi ha detto chi è entrato dentro) è l’accuratezza dell’esecuzione e la cupola perfettamente sferica.

Lungo le pareti sono disposte 10 grandi nicchie absidate chiamate “scanni”, poste a coronamento delle due pareti curve (5 per parte) che divergono dall’ingresso dell’ipogeo.

Di fronte alla porta di accesso si apre una sorta di seconda porta arcuata da considerare cieca o come finta porta, munita di un gradino posto più internamente rispetto agli stipiti esterni.

“Osservando attentamente questa porta di fondo, ho potuto constatare che all’interno e ai lati degli stipiti, le pareti sono state scavate in maniera irregolare per una profondità di circa 70 cm. Dove si notano profondi solchi di piccone che differenziano il piccolo ambiente nei confronti del resto dell’ipogeo reso liscio e ben rifinito. Inoltre si può supporre che l’apertura della porta di fondo sia avvenuta all’epoca della realizzazione dell’ipogeo e non in un periodo successivo, in quanto ho notato che nella porta, le facce interne degli stipiti sono anch’esse ben rifinite fino al livello pavimentale, esattamente come tutta la restante prima camera, tant’è che si possono escludere successive manomissioni. Un altro particolare a favore dell’ipotesi di una seconda camera funeraria, l’ho notato nel gradino risparmiato, dove sembra che vi fosse l’intenzione di realizzarne un altro successivo per ottenere, ad un livello più alto, un pavimento provvisorio che avrebbe facilitato lo scavo dell’ipogeo nella parte superiore” (Mario Sanna).

UNA TOMBA INCOMPIUTA

L’ipotesi quindi è quella di una tomba incompiuta, cosa questa che giustificherebbe la mancanza di indizi relativi a sepolture e a frammenti ceramici.

Tombe a camera a pianta circolare o ovale, anche se abbastanza rare, non sono inusuali nell’architettura funeraria etrusca, esempi simili sono la Tomba della Nave, la Tomba degli Animali Dipinti (nota 1), la Tomba n.50 del Recinto, la Tomba Maroi e Mengarelli a Cerveteri (di età orientalizzante). Altri esempi le tombe a pianta circolare a Volterra e Fiesole (nota 2) oltre a due esempi in località Riello presso Viterbo (nota 3).

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Grotte di Riello: un possibile parallelo e confronto per capire l’esatto scopo e funzione della “Tomba degli Scanni”

GLI SCANNI

Per quanto riguardagli scanni si possono avere più ipotesi sulla loro funzione.

Infatti rimane più probabile che siano delle nicchie e non scranni sedie o troni, altrimenti dovevano essere provviste di gradino poggiapiedi, come si può riscontrare in numerose tombe dove sono presenti questi elementi architettonici.

I particolari portano a ritenere che la tomba degli Scanni di Tuscania non fu mai portata a termine e per quanto riguarda la sua datazione può essere inserita nel periodo ellenistico come i sepolcri presenti nelle immediate vicinanze.

  • Fonti

 

  • Bibliografia

Nota 1: R. Mengarelli, Studi Etruschi I, 1927, p. 169, Tavola L; pp. 168 ss. Tav.XLIX

Nota 2: G. Caputo in BA XLVII 1962

nota 3: Canina AEM, p. 70 Tav. CI, fig. 1 e 2

 

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