LA TOMBA DEI TREPTIE A TUSCANIA

 

A Tuscania, nella necropoli etrusca di Pian di Mola, la scoperta della Tomba dei Treptie è avvenuta il 3 maggio 1961, in seguito ad uno scavo clandestino.

La Necropoli Etrusca di Pian di Mola si trova esattamente di fronte il famoso colle della Chiesa di San Pietro.

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veduta del colle della chiesa di San Pietro

La Tomba dei Treptie è una tomba ipogea scavata nel banco di roccia ed è composta da due camere, fornite ciascuna del proprio ingresso; solo successivamente furono messe in comunicazione da un vestibolo, forse già in antico.

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In entrambi gli ambienti erano disposti almeno venti sarcofagi, di cui due in nenfro e diciotto in terracotta, appartenenti alla stessa gens che, nell’arco di circa 100 anni, ha utilizzato la tomba.

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La camera maggiore (sinistra) ha un soffitto piano retto da un pilastro centrale e l’ingresso in opera quadrata. La seconda camera (a destra) ha una pianta più irregolare e il soffitto basso. Nel pavimento di entrambe sono state scavate le fosse rettangolari per l’alloggiamento dei sarcofagi.

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Tomba dei Treptie: dromos (corridoio) di ingresso della camera più grande a sinistra.
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Tomba dei Treptie: dromos (corridoio) di ingresso della camera a destra.

Il corredo al momento della scoperta risultava saccheggiato già in antico e i reperti recuperati sono stati:

  • ceramica: a vernice nera, a vernice rossa, balsamari piriformi, lucerne con disco decorato a rilievo.
  • vetri: quali una tazza emisferica in vetro giallo, frammenti di tazza con motivi a reticella.
  • bronzi composti da un bacile in lamina, una piccola cista cilindrica, un frammento di cista con busto d’arpia, un askos in lamina, quattro monete di cui una di tipo Neapolitano con testa di ninfa.
  • ori: due orecchini a cerchio in semplice filo.
  • 18 sarcofagi di terracotta e frammenti di altri non ricomponibili.
  • 2 sarcofagi in nenfro con coperchio con figura di cui uno maschile completo con iscrizione sul cuscino: [C.I.E 5707] TREPTIE – S – L- RIL – XXXIIX
  • 2 cippi in nenfro a forma di parallelepipedo iscritti in etrusco così trascritti: [C.I.E 5708] TREPTIE- L- LR- RI- LII; [C.I.E. 5709] ACNEI – THAN – R- XX

Degli oggetti ritrovati nel 1961 purtroppo oggi però restano solo pochi esemplari, perché negli anni ’70 avvenne un furto nei locali dove erano custoditi in attesa dell’apertura del nuovo museo.

 

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l’ingresso della camera di sinistra

 

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UN SEPOLCRO GENTILIZIO

La struttura e la vastità dell’ipogeo, insieme ai resti del corredo, ci danno l’immagine di un sepolcro gentilizio, destinato a ricevere i membri di una stessa gens, per più generazioni. In base ai reperti rinvenuti si suppone che le 20 deposizioni si siano succedute in un arco di tempo di 100 anni, dalla fine del III secolo a.C. alla fine del II secolo a.C.

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la “porta” di ingresso alla camera di sinistra

Il limite cronologico più alto viene dato dalla cista con busto di arpia, una classe di reperti archeologici che si diffondono dal III secolo a.C. in poi, dal frammento di coppetta in vetro a reticella prodotta dal III secolo a.C. a I secolo a.C. e dalla moneta Neapolitana. Il limite cronologico più basso è fornito invece dalle tre lucerne con disco decorato a rilevo, in uso fino all’età Augustea.

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la scalinata di uscita della camera di destra

SETHRE TREPTIES

Le iscrizioni, incise sul cuscino del sarcofago maschile in pietra e su uno dei due cippi rinvenuti nella tomba, presentano inciso il nome gentilizio della famiglia Treptie. In particolare il sarcofago in nenfro è del fondatore della tomba a Pian di Mola: Sethre Trepties, opera di una bottega di Tuscania attiva tra la fine del III e la metà del II secolo a.C.

I SARCOFAGI IN TERRACOTTA DI TUSCANIA

A Tuscania, dalla metà del III alla fine del II secolo a.C., è documentata un’intensa produzione di sarcofagi in terracotta.

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Museo Nazionale Etrusco di Tuscania (Viterbo): i sarcofagi di terracotta ritrovati dentro la tomba ipogea dei Treptie a Pian di Mola

L’inizio della produzione dei sarcofagi fittili su vasta scala inizia dalla metà del III secolo a.C. e prosegue fino alla fine del II secolo a.C., e Tuscania sembra essere il massimo centro di produzione. Si tratta di una tecnica di esecuzione “meccanica” attraverso l’uso di matrici, e questo inoltre ha permesso di individuare esemplari riconducibili ad una stessa bottega e, soprattutto, offre utili informazioni sull’organizzazione del lavoro, sulla quantità e qualità delle officine.

Le opere più antiche sono realizzate a stampo ma con i dettagli rifiniti a mano. Quando l’argilla era ancora morbida i gioielli, gli occhi, i capelli erano resi più naturali ritoccandoli a mano: veri capolavori della ritrattistica medio-ellenistica. Oggi li possiamo ammirare al Museo Nazionale Etrusco di Tuscania.

Sono esemplari stilisticamente e artisticamente eccezionali, sicuramente commissionati a un maestro. L’analisi dei caratteri stilistici e tecnici dei sarcofagi fittili permette di riconoscere cinque botteghe che hanno lavorato a Tuscania nel corso dei 150 anni.

Comunque già alla fine del III secolo a.C. l’aumento del numero delle produzioni e la ripetizione di modelli standardizzati per i volti, ci documentano l’esistenza di una vera e propria produzione industriale, con gli stampi che riproducono le figure meccanicamente e velocemente senza più troppa cura.

NOTA

la Tomba dei Treptie non è liberamente visitabile perché, per raggiungerla, si deve necessariamente passare attraverso delle proprietà private.

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