CASTEL D’ASSO

CASTEL D’ASSO nel 1817

Era l’anno 1817 e la necropoli di Castel d’Asso fu la prima necropoli etrusca rupestre ad essere scoperta e fatta conoscere al mondo della cultura, con il suo andamento a nastro, lungo le rupi che dominano la valle del torrente Freddano e lungo i lati di una piccola valle alle sue spalle.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.2.jpg

MERAVIGLIOSO LO SPETTACOLO DELLA NATURA: necropoli, città e Medioevo

A Castel d’Asso è meraviglioso lo spettacolo della natura e delle tombe etrusche intagliate nel tufo, distribuite su due o anche tre ordini sovrapposti e estremamente interessante è  anche la presenza dei resti dell’antica città Romana di Axia e del castrum Medievale.

IL PERIODO DI MASSIMO SVILUPPO

Il periodo di massimo sviluppo della necropoli rupestre è datato tra il IV e il II secolo a.C. e la forma che predomina è quella caratteristica a dado.

Castel-D'Asso.Francesca.Pontani.6.jpg

LA FINTA PORTA

Tutte le facciate hanno la caratteristica sequenza delle modanature, ma soprattutto emanano suggestioni per la raffigurazione della Finta Porta, la Porta dell’Aldilà degli Etruschi, delineata con uno spesso cordolo a rilievo, che si ripete anche nell’ambiente di sotto-facciata.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.4.jpg

LA CITTÀ DI CASTEL D’ASSO-AXIA

Castel d’Asso, l’antica città romana di Axia (citata da Cicerone nel Pro Caecina, VII,20) sorge al punto di incontro di due profonde valli di erosione, dovute rispettivamente all’azione del Riosecco e del Freddano.

Il perimetro della città antica era delimitato sui fianchi da ripidi pendii, oggi coperti da una fitta vegetazione.

Castel-D'Asso-Pianta.Museo.Archeologico.Barbarano.Romano.jpg

Le scansioni trasversali del pianoro, sottolineate dai fossati, definiscono l’insediamento etrusco in due aree principali di diversa estensione: la maggiore ad E, identificabile con l’abitato vero e proprio, e la minore ad W, assimilabile ad un’acropoli.

Le prime tracce di vita della città sono rivelate da un corredo tombale databile al primo quarto del VI secolo a.C. e da due frammenti di terrecotte architettoniche in cui appare Eracle che cattura un toro: esse autorizzano l’ipotesi dell’esistenza di un santuario etrusco arcaico databile intorno al 550 a.C.

Tuttavia, il periodo di maggiore fioritura della città, inequivocabilmente confermato dalla necropoli rupestre, è da porsi tra il IV ed il II secolo a.C.

Axia fu inserita da Roma nell’87 a.C. nella vastissima circoscrizione municipale di Tarquinia. Soltanto in un secondo momento, intorno alla metà del I secolo a.C. la piccola comunità dovette essere attribuita all’ager di Sorrina, municipio da porsi nei dintorni dell’attuale Viterbo.

CASTEL D’ASSO NEL MEDIOEVO

La conservazione del nome rende probabile una continuità di vita nell’Alto Medioevo. Attualmente, fatta eccezione per i fossati e alcuni pozzi e cunicoli di drenaggio, non restano tracce del sito della città antica. Protagonista incontrastato del paesaggio è il castello medievale, insediato sulla punta del pianoro che domina la confluenza del Riosecco nel Freddano.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.7.jpg

Datata al XII secolo, la costruzione viene considerata i ruderi di una fortificazione, di un castrum: cioè di un insediamento senza un vero centro abitato e che comprendeva esclusivamente la residenza per la guarnigione militare.

CASTEL D’ASSO LA NECROPOLI ETRUSCA

Castel d’Asso si sviluppa lungo le rupi che dominano la valle del torrente Freddano in uno scenario naturalistico meraviglioso 

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.1.jpg

e intensamente verde.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.11.jpg

Le tombe si snodano a nastro assumendo quasi il valore di monumento, nel senso latino del termine, ossia di proiezione all’esterno, verso i sopravvissuti, dei contenuti ideologici e religiosi che sono propri dell’architettura funeraria etrusca.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.8.jpg

Il periodo di massima fioritura della necropoli si ha tra il IV ed il II secolo a.C.

La forma predominante delle tombe è quella caratteristica a dado che qui si articola su facciate semplici o su un modello canonico più complesso costituito da tre elementi sovrapposti: la facciata, l’ambiente di sotto-facciata, la vera e propria camera sepolcrale alla quale si accedeva attraverso un lungo corridoi (dromos).

tomba-dado-Museo.Archeologico.Barbarano.Romano.2.jpg

Tutte le facciate si caratterizzano per la suggestione che emana la raffigurazione della Finta Porta, la porta dell’Aldilà, delineata con uno spesso cordolo a rilievo, che si ripete anche nell’ambiente di sotto-facciata.

Le grandi necropoli rupestri sono situate spesso lungo le strade principali di accesso alla città.

Ovviamente fin dall’inizio il fenomeno dell’architettura funeraria rupestre non era determinato solo da fattori geologici ed economici ma mirava anche ad effetti scenografici e di prestigio.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.5

I proprietari di queste tombe e i loro “clan” appartenenti senza dubbio ai ceti dominanti di un’aristocrazia agraria volevano distinguersi esplicitamente anche dopo la morte ed essere ricordati “a vista” dai loro discendenti.

Castel-D'Asso-Francesca.Pontani.9.jpg

I alcuni casi il nome della famiglia proprietaria del monumento funerario è scritto, con una chiara intenzione commemorativa, sulla facciata delle tombe.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...